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SPC: la sorprendente rivoluzione dei pavimenti moderni

    Matteo Muratori

    L’SPC (Stone Plastic Composite) è un materiale a base vinilica con aggregati minerali che, grazie alla serigrafia digitale, riproduce fedelmente l’aspetto di legno e pietra naturale. La sua crescente diffusione nelle ristrutturazioni si deve principalmente agli spessori ridotti e alla posa rapida.

    Rispetto ai pavimenti tradizionali, l’SPC non richiede strati aggiuntivi di supporto e non causa problemi alle porte esistenti, riducendo tempi e costi di cantiere. La scelta va comunque valutata caso per caso con una consulenza tecnica, come avviene presso lo showroom Abitare Ceramiche di Peschiera Borromeo.

    Posa veloce, spessori sottili, resa estetica sorprendente: abbiamo chiesto a Matteo Muratori, titolare di Abitare Ceramiche, di spiegarci perché l’SPC è diventato uno dei materiali più richiesti in showroom.

    Chi entra nel nostro showroom a Peschiera Borromeo sente parlare sempre più spesso di SPC. Per capire di cosa si tratta e perché sta conquistando privati e imprese, abbiamo fatto qualche domanda a Matteo Muratori, che nel settore ceramico ha alle spalle dieci anni come capo area e quindici nel gruppo Mapei.

    Partiamo dalle basi: cos’è l’SPC

    «L’SPC, Stone Plastic Composite, è diventato la panacea di tutti i mali» racconta Muratori. «È un brevetto cinese, bisogna dirlo onestamente: è praticamente un agglomerato a base vinilica, come gli LVT di una volta, con dei minerali dentro, con la polvere di marmo e altri aggreganti.»

    L’SPC regge il confronto con un pavimento tradizionale?

    «Con la serigrafia digitale è esteticamente validissimo» spiega. «Se non trattassi questo materiale con la cura che merita, probabilmente sarei già fallito: la resa è quella, punto.» Il risultato è un pavimento in SPC che, a un primo sguardo, si confonde facilmente con legno o pietra naturale.

    Qual è il vantaggio più concreto dell’SPC?

    «Il grosso vantaggio è lo spessore» risponde senza esitazioni. «Quando fai una ristrutturazione, hai già il cuscinetto aggregato al materiale: non serve altro sotto. Si posa in opera velocissimo, con spessori bassi, quindi non hai problemi con le porte che si bloccano o vanno tagliate.» Un dettaglio che sembra tecnico ma che in cantiere fa una differenza enorme: niente lavori di adeguamento delle porte, niente giorni in più di cantiere, niente sorprese sul preventivo.

    Va bene per qualsiasi ambiente?

    Muratori è chiaro: la scelta del materiale va sempre valutata caso per caso, insieme al cliente, in base all’ambiente, al tipo di sottofondo e all’uso previsto — anche per un prodotto versatile come l’SPC. È uno dei motivi per cui in showroom la consulenza tecnica resta il primo passo, prima ancora di guardare i campioni esposti.

    Un consiglio per chi valuta l’SPC

    «Vieni a vederlo e a toccarlo in showroom» conclude Muratori. «Sulla carta si può raccontare tutto, ma con l’SPC la differenza si vede — e si sente sotto i piedi.»

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    ABITARE CERAMICHE
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